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Cibo e sostenibilità: DOP e IGP verso un futuro consapevole

Sostenibilità, sostenibilità, sostenibilità. Ma che cosa si intende per davvero quando parliamo di sostenibilità? Abbiamo sentito questa parola tante volte negli ultimi anni e siamo convinti che si tratti di un argomento moderno; in realtà, riprende uno stile di vita che l’uomo ha praticato per quasi tutta la sua storia, fatta eccezione per i giorni nostri. Andiamo a capire finalmente perché la sostenibilità è ritornata importante, soprattutto nel settore alimentare.

Cosa si intende per cibo sostenibile?

In poche parole, per alimenti sostenibili si intendono tutti quei prodotti sani, nutrienti e che hanno un basso impatto ambientale in termini di utilizzo del suolo, di risorse idriche, di emissioni di carbonio ed azoto.

L’utilizzo dei pesticidi, il grande consumo di acqua, terra ed energia, le emissioni di CO2, stanno mettendo a dura prova il nostro ambiente sottraendogli risorse preziose. L’alimentazione sostenibile per fortuna sta iniziando a prender piede, è cibo che non ha bisogno di prodotti chimici, che rispetta la stagionalità e a km zero, cioè compie poca strada per arrivare sulle nostre tavole: per capirci meglio, il made in italy.

La dieta mediterranea incoraggia la sostenibilità, gli alimenti che troviamo nella piramide alimentare, cioè quelli da mangiare con più frequenza sono proprio quelli più sostenibili. Rispettano l’ambiente perché necessitano di poche regole per poter crescere.

Non c’è bisogno di cambiare drasticamente la nostra dieta per rispettare il nostro Pianeta. Elimina il cibo spazzatura, compra a km zero, prediligi i prodotti biologici, evita assolutamente gli OGM. Oltretutto fai attenzione a quanto olio di palma consumi, limita all’osso il packaging che provoca inquinamento e può contaminare gli alimenti.

Promuovi la filiera corta che mette in contatto diretto consumatore e agricoltore dello stesso territorio. Tutelare la biodiversità sia in terra che in mare è molto importante e farà la differenza agli occhi di un cliente sempre più attento a certe tematiche.

Il futuro dei prodotti DOP è sostenibile

Per la maggior parte degli italiani, il cibo rappresenta un’esperienza di piacere e soddisfazione (48,4%); solo una parte minoritaria mangia principalmente per la necessità di nutrirsi e per dare un contributo alla salute (26,3%). Per i prossimi cinque anni si ripropongono di incrementare il consumo di verdura (54%), di frutta (51,5%) e di prodotti 100% italiani e con marchi Doc, Docg, Dop.

«Dopo anni di ‘free from’, si sta tornando a pensare a un cibo che dà qualcosa di positivo, e dunque un cibo da scegliere è un cibo ‘con’, più che un cibo ‘senza; è una svolta, solo in parte dovuta all’effetto Covid-19, particolarmente rilevante: potrà spingere produttori e distributori a fare scelte diverse in merito ai prodotti e alla loro comunicazione», commenta Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche.

Le Indicazioni Geografiche come modelli di sviluppo rurale fondati sui territori e sulla qualità, possono essere considerate esempi virtuosi di sostenibilità fin dalle loro origini. Già nel 1988, nel Libro verde sul futuro del mondo rurale, la Commissione europea aveva messo in luce il ruolo del mondo agricolo in tema di qualità alimentare, preservazione dell’ambiente e dell’ecosistema.

Con l’istituzione della Denominazione d’Origine Protetta (DOP), dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) e delle Specialità Tradizionali Garantite (STG) si è affermato un modello produttivo vocato alla sostenibilità perché capace di coniugare tutela ambientale, sociale ed economica.

Queste tre dimensioni devono essere in equilibrio: un sistema agroalimentare è sostenibile, infatti, se rispetta l’ambiente ma anche gli aspetti culturali e sociali, e se i fattori produttivi, compreso il lavoro, vengono adeguatamente riconosciuti e remunerati.

Una success story, quella delle DOP IGP STG, che a distanza di quasi trent’anni ha permesso ai territori di mantenere una piena centralità, che è salvaguardia dell’ambiente, valorizzazione di patrimoni artistici e culturali, sviluppo dell’economia locale. Ed è bene ricordare come quello delle DOP IGP STG sia un sistema capace di andare oltre alla mera salvaguardia dei territori, ma riesca ad affermare in maniera sempre più netta le produzioni di qualità nello scenario economico internazionale.

Solo nel nostro Paese il settore delle IG vale 14,8 miliardi di euro alla produzione, con un export da 8,4 miliardi, per un settore che negli ultimi dieci anni ha registrato una crescita costante fino a rappresentare l’11% dell’industria alimentare e il 22% dell’export agroalimentare nazionale.

Sostenibilità dei prodotti DOP e IGP

Un rinnovato modello DOP IGP STG, maggiormente sostenibile, è ciò di cui abbiamo bisogno. Com’è noto, il rispetto degli standard ambientali più elevati è già riconosciuto dal sostegno dato a chi si impegna in tal senso. È ora il momento di compiere un ulteriore passo in avanti, per garantire che gli elementi della sostenibilità siano messi insieme in modo coerente.

Integrare nei disciplinari di produzione criteri che contribuiscono, ad esempio, alla salvaguardia della biodiversità e dell’acqua, al benessere animale e allo sviluppo professionale dei lavoratori, potrebbe davvero segnare l’inizio di una nuova stagione di sviluppo per le produzioni di qualità.

La sperimentazione di nuovi modelli di sviluppo sostenibile ha già trovato nel settore vitivinicolo alcuni esempi interessanti. Possiamo citare il Consorzio di Tutela della DOC Prosecco che, con coraggio, ha approvato una modifica del disciplinare, nelle norme per la viticoltura, che elimina Glifosato, Mancozeb e Folpet e sta lavorando già da qualche tempo a una certificazione territoriale per la sostenibilità ambientale, economica e sociale dell’intera denominazione.

Un iter non semplice e alcune raccomandazioni sono già state poste a livello internazionale come il rafforzamento del legame tra ricerca e stakeholder, il supporto alla diversificazione dell’economia rurale, la continua affermazione di una concorrenza leale e non da ultimo, un maggiore impegno da parte delle istituzioni, sia per quanto riguarda lo snellimento burocratico che per quanto concerne il supporto alla ricerca.

D’incoraggiamento è la sempre più diffusa opinione che la sostenibilità stia diventando parte integrante della catena del valore, la sostenibilità, insomma crea valore, e non a caso la correlazione tra sostenibilità, profitto e fatturato, fino ad ora non particolarmente rilevante, ha compiuto un balzo in avanti significativo negli ultimi tempi.

Una sfida complessa ma che può e deve essere colta: per accrescere la reputazione del modello DOP IGP STG, le opportunità di sviluppo economico, la salvaguardia del pianeta. Per il miglioramento di una intera società. D’altro canto le Indicazioni Geografiche sono state i precursori di una tendenza ormai in atto nel mondo, ovvero quello di considerare il territorio locale al centro di ogni tipo di politica.

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